Il Medioevo nel cinema, nel teatro, nella televisione e nell'home video. Notizie, segnalazioni, produzioni, protagonisti, cartelloni, per conoscere e scoprire un Medioevo tutto da vedere, comodamente seduti in platea.
Il Gruppo di teatro storico sperimentale ostigliese Hic Sunt Histriones
e la Fondazione Italia Onlus - delegazione di Mirandola
sono lieti di invitarlaalla rappresentazione teatrale di
Matilde donna e contessa
testo di Gabriella Motta e regia di Gabriella Chiodarelli
MIRANDOLA
auditorium del CASTELLO DEI PICO
Venerdi 27 novembre 2009 ore 21
L'evento teatrale viene ad acquisire maggiore rilevanza dall'autorevole presenza del Prof. Bruno Andreolli dell'Università di Bologna, Dipartimento di Paleografia e Medievistica, il quale farà una breve introduzione storica, soffermandosi in particolare sul collegamento tra il territorio di Mirandola e la contessa di Canossa.
immagini e aggiornamenti su www.hostilia.eu
Venerdì 13 novembre 2009 a Siena in Santa Maria della Scala, Sala S. Pio, alle ore 17:30, con ingresso libero sarè proiettato Francesco, giullare di Dio di Roberto Rossellini, un film del 1950 che mette in scena alcuni episodi tratti da I Fioretti di San Francesco e dalla Vita di Frate Ginepro (uno dei discepoli del santo di Assisi). Per mettere in luce aspetti incosueti della vita francascana Rossellini si avvalse anche della conoscenza in materia dello storico francescano Arnaldo Fortini. Si tratta di episodi slegati tra loro, se non per il fatto che i frati fanno capo alla Porziuncola di Santa Maria degli Angeli.
Vir2L Studios, una società ZeniMax Media, ha annunciato oggi che Medieval Games per Nintendo Wii, sarà disponibile nei negozi il 20 novembre 2009.
29, 30, 31 ottobre - ore 21.00
XXXIII Convegno di Studi sul Teatro Medioevale e Rinascimentale
"MARGHERITA D'ANTIOCHIA"
Teatro S. Genesio, Roma
prima nazionale
adattamento e regia di Jana Balkan
aiuto regia Isabella Caserta
produzione Teatro Scientifico - Teatro/Laboratorio
con (in ordine alfabetico)
Jana Balkan: Drusilla
Isabella Caserta: Lucenia
Andrea de Manincor: Hortensio, Moneta, 1° Messo
Alberto Novarin: Eliodoro, Fidio
Rachele Perbellini: Margherita
Maurizio Perugini: Eldesio, Critone
Roberto Vandelli: Olibrio, Cirino
Alessandro Vantini: Narcisso, Leandro, 2° Messo
Vito Vinci: Maurindo, Folletto
Stefano Zanelli: Adonio
musiche dal vivo: Valerio Mauro
costumi: Mariana Berdeaga
scene: Laboratorio Teatrale
attrezzeria: Allestimenti Teatrali Peroni
direzione tecnica: Luca Cominacini
Note di regia
"Margherita d’Antiochia", opera erudita e colta, si presenta con una struttura imponente e grandiosa. Tipica produzione agiografica, si distingue dalle altre dell’età barocca per una certa originalità e per una sensibilità "diversa".
L'impianto, quasi da opera lirica, risulta un po' macchinoso e ridondante. Dopo le prime brevi scene, l'azione procede con un ritmo lento, basato su dibattiti, descrizioni accurate, narrazioni dettagliate di quanto è avvenuto fuori scena, lunghi monologhi, che rallentano l'azione scenica e ostacolano il movimento drammatico.
Per questo si è preferito lavorare sul testo con un'attenta operazione di sfoltimento e pulizia eliminando le parti non indispensabili all'azione teatrale. Si è privilegiato il nucleo fondamentale della vicenda (l'amore di Adonio e Margherita) e sottolineato la nuova sensibilità dei personaggi "negativi", inconsueta nel teatro agiografico (Eldesio, padre di Margherita; il prefetto Olibrio; il mago Critone; il capitano Eliodoro). Sono stati ridotti i sogni premonitori, le narrazioni e gli interventi del Coro, sono stati alleggeriti i dialoghi e sono state eliminate certe scene (5a atto II, 6a atto IV, 9a e 10a atto V) perché non indispensabili al contesto. Abbiamo creduto opportuno chiudere con la scena 8a dell'atto V per mantenere compatta l'azione (d'altra parte tutto è già avvenuto) evitando ulteriori digressioni.
Ne è scaturita una riduzione più scorrevole che risponde meglio alla sensibilità odierna.
Nella messinscena si è cercato di sottolineare la musicalità del verso con un allestimento che evidenziasse l'afflato poetico ricco di reminiscenze letterarie (da Tasso a Petrarca, ma non solo).
La regia ha volutamente seguito un indirizzo filologico anche nella scelta dei costumi e delle musiche, che preparano, accompagnano e scandiscono i vari momenti. Se inizialmente si pensava di ricorrere per la messinscena ad un taglio cinematografico che avrebbe consentito di snellire a accelerare certi passaggi, si è alla fine scelto di operare una lettura il più possibile fedele al testo in modo da conservare l'aspetto riflessivo e moraleggiante di questa tragedia sacra barocca.
Milano, 19 ottobre 2009 - Risen, il nuovo gioco di ruolo di Deep Silver, sviluppato dal team Piranha Bytes, sarà presente ai primi tre incontri di Medioevo in Libreria. In collaborazione con l’associazione culturale Italia Medievale il prodotto sarà in esposizione in occasione delle prime 3 conferenze di sabato 24 ottobre, sabato 21 novembre e sabato 12 dicembre 2009.
Una entusiasmante sfilata di donne che coraggiosamente hanno affermato la propria dignità e la parità morale tra i sessi, tornano a rivivere a Siena, nell’ambito del festival “La Città del Sì”. A partire dal 24 ottobre 2009, infatti, per celebrare i 700 anni dalla traduzione in volgare del Costituto Senese, in scena “Le Donne del Medioevo”. Il luogo comune che il Medioevo sia stato una lunga parentesi storica, caratterizzata da una stasi culturale, viene così sfatato dalle tante testimonianze femminili che proprio in quel periodo, furono in realtà attive e protagoniste in vari campi del sapere. Oltre a Monica Guerritore, che torna sul palco de “La Città del Sì”, con il suo avvincente “Processo a Giovanna d’Arco”, in scena artisti d’eccezione come Vanessa Gravina, Sara Alzetta, Carola Stagnaro e Mascia Musy. Per la regia di Maurizio Panici e testi di Marzia G. Lea Pacella, Vanessa Gravina, Sara Alzetta, Carola Stagnaro interpreteranno la leggendaria figura di Eloisa, una delle prime donne ad interessarsi di medicina nella grande Scuola salernitana, Eleonora d’Arborea promulgatrice della “Carta De Logu”, opera di riordino e di sistemazione degli ordinamenti e degli istituti giuridici locali, con cui disciplinò in modo organico, e sistematico alcuni settori della vita civile, garantendo la pace al suo regno e Cristina de Pizan, prima scrittrice laica, pedagoga e compositrice di ballate. Suo è il libro “La città delle donne” che ha anticipato in maniera profetica, il ruolo che le donne avrebbero avuto nella società. Il percorso, aperto con un omaggio alla città di Siena attraverso la figura di Pia de’ Tolomei, si chiude con Rosvita, scrittrice e drammaturga. Sapientemente animato da immagini digitali che ci restituiscono, attraverso i colori e i suoni, le scene di un tempo ancora così affascinante e misterioso, lo spettacolo si svolgerà nello splendido scenario del Teatro dei Rinnovati che, grazie ad un imponente intervento di restauro durato più di 5 anni è recentemente tornato agli antichi splendori. A tornare sul palco, il 5 novembre, sarà invece Mascia Musy, altro importante volto della tv e del teatro che l’ha vista recentemente recitare in “Anna Karenina”, con lo spettacolo “I mille Volti di Caterina”. Sempre per la regia di Maurizio Panici, una produzione originale che svela la figura di Caterina da Siena, donna forte e volitiva, combattiva in politica e vera patriota. Lo spettacolo indaga nelle pieghe nascoste del grande personaggio storico, riconsegnando alla figura della santa, il coraggio che ha dimostrato durante tutta la sua esistenza e sottolineando la sua mancanza di paura di fronte ai “potenti” del suo tempo, la sua passione e la sua umanità. Un ritratto di Caterina, donna vitale e testarda che ha sempre difeso la sua scelta di vita, si è sempre schierata a favore dei più deboli a difesa del mondo cristiano. Gran finale il 7 novembre quando Monica Guerritore sarà in scena con lo spettacolo “Processo a Giovanna d’Arco”, il monologo scritto, diretto e interpretato dall’attrice, che contempla anche riferimenti al “De immenso” di Giordano Bruno e i versi della poetessa Maria Luisa Spaziani. Con Giovanna d’Arco, l’attrice si accosta al personaggio con la disarmante semplicità di chi crede in ciò che fa. Veste l’armatura e sceglie la via di un racconto che unisce gli spettatori nella commozione e nella forza. Il racconto di una donna, Giovanna d’Arco, diviene così, racconto di tutta l’umanità. Donne simbolo di un periodo ricco di valori che continuano a parlare alla società contemporanea in occasione del festival “La Città del Sì”, un festival che ogni weekend offre l’opportunità di scoprire un Medioevo che a Siena non fu mai periodo buio. Per prenotarsi agli spettacoli teatrali è possibile contattare il numero 0577 292615 – 292614 (9.30 -12.30), oppure recarsi presso la biglietteria del Teatro dei Rinnovati, Piazza del Campo, 1 il giorno precedente lo spettacolo dalle ore 17 alle 20. Il prezzo del biglietto è di 10€ per l’intero e 5€ per il ridotto (giovani fino a 29 anni e ultrasessantacinquenni). A Siena, fino a maggio 2010, dal venerdì alla domenica cinema, animazioni, itinerari del gusto, mostre e musica celebrano quello che fu un atto di democrazia senza precedenti. Tra gli appuntamenti da non perdere, ogni venerdì a partire dalle ore 17 e fino alle 20,30 nel Palazzo Pubblico o nell’antico Spedale di Santa Maria della Scala, personaggi come il poeta gaudente Cecco Angiolieri, pittori come Duccio di Boninsegna e Simone Martini, i discendenti di nobili casate di banchieri come la Pia de’ Tolomei cantata da Dante, accompagneranno i visitatori attraverso gli appositi itinerari che si snodano alla scoperta di ambienti reali, veri, immutati nei secoli nelle loro architetture e nelle loro atmosfere. (8€ ridotto per i gruppi a 5€ - prenotazioni presso il centro Guide telefonando allo 0577/43273).
Il kolossal leghista di Martinelli è un fotoromanzo bellico anti Roma ladrona, con una sceneggiatura peggio di Unomattina. A incensarlo a Milano c'erano tutti, da Berlusconi a Bossi. Al quale, secondo Scurati, la pellicola «avrà fatto schifo». Maroni preferisce non commentare. Ma come reagiranno i disoccupati della Lega ai milioni di euro pubblici buttati in un film così?
Hildegard von Bingen - personaggio realmente esistito - è la decima ereditiera di una ricca e nobile famiglia tedesca. Hildegard scopre di possedere una particolare capacità visionaria che, però, inizialmente nasconde a tutti. Sin dalla nascita era stata promessa a Dio e a otto anni viene portata in un Monastero Benedettino. Da grande, diventata la nuova badessa del convento e esperta conoscitrice delle scienze mediche, ha un'apparizione che le ordina di farsi portavoce dei messaggi divini dei quali è a conoscenza. Il Papa, nonostante i dubbi e il sospetto di eresia, le permette di rendere pubbliche le sue visioni. Questo avvenimento cambierà completamente la sua vita.
Il 21 ottobre sfilerà Vision, l’ultima fatica di Margarethe von Trotta, una delle autrici più significative del nuovo cinema tedesco, pronta a ritrarre la germanica Ildegarda di Bingen (1098-1179), religiosa benedettina, guaritrice, compositrice (nel film, sua la colonna sonora), esoterista, erborista e visionaria, oggi quasi popstar spirituale della corrente new-age anglosassone. Nei panni monacali c’è Barbara Sukowa, che qui rilancia il cinema conventuale, tra il monastero di Magonza e miserere notturni, alte finestre sui chiostri e visi pallidi delle monache, devote all’ora et labora. Venerata come santa dalla Chiesa, Hildegard von Bingen, veniva consultata spesso dal Barbarossa, al quale vaticinò la morte per annegamento nel fiume Salef, in Cilicia. La von Trotta, attenta alle complesse relazioni interne alle comunità femminili, stavolta fa d’una monaca una diva, con un film grafico, dove le visioni sono appena accennate, mentre il lato anticonformista di Ildegarda (una consorella resta incinta e lei fonda un monastero per sole donne; l’uso del cilicio la repelle, si mette contro Roma) è sottolineato con decisione. Per ora, nessun distributore italiano ha acquistato Vision, un film che dà pace e serenità, tra la sapienza erboristica d’Ildegarda e la quiete dei chiostri. Vedremo se il nostro pubblico saprà capire l’incanto di certe atmosfere.
Monaci, omicidi e, soprattutto, suspense. Una vecchia abbazia è lo scenario di efferati delitti, e solo voi potrete fermare questi eventi! Voi ed il vostro assistente Bruno siete infatti stati inviati direttamente dal Vaticano in quest'antichissima abbazia per far luce sui misteri ed i segreti che essa cela al suo interno... E ancora prima di arrivare alla vostra destinazione, qualcuno ha già provato ad attentare alla vostra vita! Liberamente ispirato dall'indiscusso capolavoro letterario di Umberto Eco "Il Nome della Rosa", il gioco sarà disponibile da ottobre 2009. In The Abbey il protagonista sarà Leonardo da Toledo, un astuto monaco che è stato chiamato dall'abate del monastero medievale in cui è ambientata l'avventura per risolvere e svelare la misteriosa uccisione del custode. Ad accompagnare Leonardo ci sarà Bruno, un ragazzo di origini nobili intenzionato a fare da novizio nel monastero. Le accoglienze per i due protagonisti però non saranno di certo delle migliori: ad attenderli davanti al cancello c'è infatti un losco figuro, che tenterà da subito di mettere fuori gioco gli indesiderati ospiti con un grosso masso. Ben presto Leonardo e Bruno scopriranno che il mistero dell'uccisione di uno dei monaci è solo un tassello di un mistero molto più grande che coinvolgerà tutti i fratelli e soprattutto la misteriosa biblioteca, luogo inaccessibile che sembra nascondere le origini degli assassinii che avvengono nel monastero. Vai al sito ufficiale.